


Il mare la pacifica, l’arte la ispira: Tiziana Gobbo è la digital strategist che non ti aspetti, perfetta combo tra competenza tecnica e animo a tratti poetico, tra pragmatismo operativo e creatività progettuale, tra idee che si spingono “oltre” il suo ruolo e innata capacità di sperimentare. Anche per questo, a distanza di 13 anni dal suo ingresso in ASA, il suo lavoro la continua ad appagare, permettendole di mettersi alla prova e di alzare la sua personale asticella di crescita professionale e personale.

“Tra me ed ASA esiste una relazione fatta di stima e fiducia reciproca, di investimenti condivisi, di traguardi e visioni comuni, di voglia di mettersi in gioco e traguardare nuove mete, senza temere il cambiamento, ma dandosi il tempo per trovare il modo migliore per farlo proprio. Dal mio ingresso ad oggi, ASA mi ha dato la libertà di poter esprimere la mia professionalità, consentendomi anche di apportare degli elementi innovativi rispetto al suo precedente tracciato. Ma non solo. ASA ha compreso le mie necessità, dandomi lo spazio di cui ho bisogno per sentirmi realizzata: poter dare il mio contribuito ed avere un ruolo attivo nella messa a terra di nuove progettualità e riuscire ad accrescere le mie competenze sono per me elementi fortemente motivanti. Così come lo è stato vedere il mio ruolo modificarsi parallelamente con l’evoluzione dell’azienda”.
Da web marketing specialist a digital strategist è cambiata Tiziana?
Sicuramente è diventata più consapevole, non solo delle sue competenze, ma soprattutto della necessità di trovare nuovi modi di comunicare correttamente l’azienda, così che tutti i suoi aspetti venissero compresi correttamente sia all’esterno, che all’interno.
Come è cambiata la comunicazione di ASA negli ultimi 13 anni?
Si è stravolta. Se, all’inizio, mi occupavo prevalentemente di gestire il sito web e di approcciare alcuni canali social, oggi sono coinvolta in molteplici progetti che riguardano diversi compartimenti. Ciò implica la necessità sia di saperli “leggere” correttamente per fornire un supporto davvero efficace rispetto ai loro bisogni, sia di sensibilizzarli nel comprendere il valore di ASA.
L’eterna criticità di trovare le metodiche corrette per facilitare la comunicazione interna….
La vera sfida è riuscire a trovare un linguaggio comune che, trasversalmente comprensibile, permetta di avere la corretta percezione dell’azienda a tutti i livelli.
Per questo non solo il linguaggio è importante, ma anche la scelta dei canali e degli strumenti, soprattutto se l’azienda negli anni ha visto crescere esponenzialmente il numero delle proprie risorse…
Corretto! Dal mio ingresso ad oggi, siamo raddoppiati, passando da 32 a 70. Se, all’inizio, ci si conosceva davvero tutti, oggi non è scontato. Riuscire ad accorciare le distanze tra le persone favorendo la conoscenza reciproca anche al di fuori del contesto strettamente lavorativo, è uno degli obiettivi che ci poniamo per permettere una maggiore coesione. Per questo stiamo realizzando un prodotto editoriale che racconti di noi in modo non convenzionale…
Sarà improntata alla non convenzionalità anche la comunicazione di ASA dei prossimi anni?
Troppo presto per dirlo, perché in questo momento l’azienda è in una fase di profondo cambiamento e anche la comunicazione ne subisce i riflessi. Per stabilire la corretta strategia da adottare per raccontarci, credo sia opportuno darsi il tempo di metabolizzare le scelte che sono state fatte e verificare le loro ricadute. Sicuramente sarà una comunicazione diversa, frutto dell’evoluzione che ASA sta avendo in questi anni.
La diversità può spaventare…
È il cambiamento che spaventa, perché ci fa uscire da zone di comfort sicure, conosciute. Valutare però nuove opportunità offre importanti occasioni di miglioramento e di crescita per tutti. Partire da questa premessa ci consente di immaginare nuovi percorsi per valorizzarci, facendo emergere una identità aziendale distintiva.
Il prodotto sarà sempre baricentrico?
Oggi lo è in modo evidente, più che in passato, quando lo storytelling di ASA era un mix di persone, formazione, dispositivi. La scelta di dare la priorità a questo tema, dedicando molta attenzione in particolare alla componente “ricerca” che vi è sottesa, è figlia proprio delle priorità che l’azienda si è data in questo specifico momento. Questo non significa però che la componente più “umana” della narrazione sia venuta meno, anzi, ASA è stata pioniera in questa direzione, come conferma il progetto ASApeople. Oggi il nostro sguardo, però, è volto anche all’esterno per raccontare chi ci sceglie cosa pensa, che bisogni ha, le sue aspettative…
Dopo questa fase di passaggio, collimato anche con lo sviluppo di nuovi prodotti e l’apertura di nuovi mercati, che cosa ti aspetti accada?
Che anche le novità diventino routinarie permettendoci di definire con sicurezza i passi da compierle per una strategia di comunicazione che ci rappresenti appieno. Il lancio di Hilterapia®, avvenuto ormai 20 anni fa, può essere assunto a modello: il prodotto è diventato il pretesto per raccontare molto di più. Credo che il futuro della comunicazione in ASA seguirà queste tracce, ma con nuovi tools e potendo contare su uno staff di comunicazione dalla sensibilità e dalla visione comune.
Quale è questa visione?
ASA non è solo laser, ma è una azienda che crede nella ricerca come pilastro di sviluppo e promuove la formazione a fattore di crescita e miglioramento. ASA sono le sue persone che credono nella costruzione di un progetto condiviso, pronti ad investire sul futuro.
Da amante dell’arte, che quadro rappresenta oggi ASA?
Credo che potrebbe essere un quadro di Kandinsky perché ha un progetto ben definito alle spalle anche se, al primo sguardo, non lo percepisci pur intuendone i diversi piani di lettura. Sicuramente ASA negli anni è cambiata, ma non è mai venuta meno a sé stessa, mostrando però lati diversi di sé a seconda del periodo e del contesto.



L'accesso alla visualizzazione dei prodotti e al materiale informativo è riservato agli operatori del settore in ottemperanza alla legislazione vigente. ASA richiede di qualificarsi come operatore del settore per procedere con la navigazione.
Decreto Legislativo 24 febbraio 1997, n°46 Articolo 21
1. E' vietata la pubblicità verso il pubblico dei dispositivi che, secondo disposizioni adottate con decreto del Ministro della Sanità, possono essere venduti soltanto su prescrizione medica o essere impiegati eventualmente con l'assistenza di un medico o di altro professionista sanitario.
2. La pubblicità presso il pubblico dei dispositivi diversi da quelli di cui al comma 1 è soggetta ad autorizzazione del Ministero della Sanità. Sulle domande di autorizzazione esprime parere la Commissione di esperti prevista dall'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 541, che a tal fine è integrata da un rappresentante del Dipartimento del Ministero della Sanità competente in materia di dispositivi medici e da uno del Ministero dell'Industria, del commercio e dell'artigianato.
Some of the contents of this website cannot be disclosed in the USA and its territories and possesions, for regulatory reasons. If you are a US resident, please click on the button here below and access ASA's distributor website for North America.