

Francesca Garbugio ha “fame”. Di capire. Di conoscere. Di raggiungere i traguardi che la sua visione ha già delineato netti. Francesca ha le idee chiare sui passi del suo percorso professionale e, sebbene il fallimento possa rappresentare il solo spauracchio nella sua granitica prospettiva di vita, è sicura che la sua determinazione nel raggiungere gli obiettivi che si è prefissa le verrebbe in aiuto nel rialzarsi. Francesca, dopo un tirocinio iniziato in ASA a chiusura del suo percorso scolastico – ha una laurea triennale in ingegneria biomedica completata con la magistrale in bioingegneria con specializzazione in riabilitazione ndr – è oggi parte dell’azienda a tutti gli effetti.
Cosa ti ha portato in ASA?
Il tirocinio è uno degli step previsti dal mio percorso di studi. Perché potesse essere davvero di valore per il mio futuro, mi sono mossa per trovare una azienda che mi potesse affiancare in questa fase. ASA non è stata una scelta casuale, ma mirata. Ho studiato l’azienda attraverso i suoi canali di comunicazione e sono venuta anche a sbirciarla dall’esterno per comprendere se avrebbe potuto essere la scelta migliore per me. La risposta è stata subito “si” e quindi mi sono attivata.

Mentre svolgevi il tirocinio, oltre a scrivere la tua tesi, lavoravi anche. Un notevole tour de force. L’azienda ti ha supportato in questa fase?
Moltissimo. Mi è stata data l’opportunità di gestire nel modo che fosse più funzionale alle mie necessità anche il tirocinio. L’indipendenza e la libertà organizzativa che mi è stata riconosciuta credo abbia contribuito in modo determinante a riuscire a preparare la mia tesi e a laurearmi nei tempi che avevo stabilito. Ma non solo. ASA mi ha letteralmente messo a disposizione dei tutor che, nonostante fossero davvero impegnati, hanno saputo prendersi cura di me.
La tua tesi è stata centrata su una delle terapie cardine di ASA..
La mia tesi si è basata sull’analisi simulativa, sperimentale e clinica degli effetti termici indotti da MLS® sia in ambito umano che veterinario. Un tema che mi ha permesso di conoscere molto da vicino questa soluzione terapeutica, complice il supporto e la costante presenza dei due tutor che mi hanno affiancato per la divisione human e vet. Grazie a loro ho avuto modo di “immergermi” davvero nel mondo ASA, ricevendone una panoramica completa e strutturata.
Nei due mesi e mezzo di tirocino, che idea ti sei fatta di ASA?
Oltre ad essere un’azienda che è in una fase di profondo cambiamento, ASA è in primis una famiglia, i cui la coesione esiste, come la disponibilità all’aiuto. ASA è un’azienda che “ascolta” e che offre concrete opportunità di crescita a chi ha voglia di mettersi in gioco e di impegnarsi. E’ un’azienda in cui la componente umana e spiccata, così come l’attenzione a valorizzare le idee o le proposte che vengono formulate. Per tutte queste ragioni, ma anche per molte altre, al termine del mio tirocinio, ho chiesto se ci fosse l’opportunità di rimanervi…
…quali sono le “altre ragioni” che ti hanno portato a voler iniziare il tuo percorso lavorativo in ASA?
In ordine sparso: il prodotto dell’azienda, il modo in cui ASA lavora e soprattutto il team. ASA era – ed è – una “scuola sul campo”, in cui ci si sente parte di un progetto “più grande” e dove ciascuno è chiamato a dare il suo contributo a prescindere dall’età e dall’esperienza che possiede.
Attualmente fai parte della divisione “Quality”: la senti nelle tue corde?
Sto davvero imparando molto in questo specifico ambito e non avrei potuto chiedere di meglio per conoscere le dinamiche che definiscono l’azienda. La mia fame di apprendere però è molta e essendo l’azienda in fase evolutiva, in futuro, spero di poter approcciare anche altri contesti. C’è molto da fare e costruire: un bell’incentivo per chi, come me, ha voglia di sfidarsi e non ha paura del cambiamento. ASA ogni giorno investe su di me ed io su di lei. La fiducia, quando è reciproca, è un motore di crescita reciproco.
Se ASA, come dici, ti ha dato la possibilità di iniziare a costruire il tuo percorso professionale, rendendoti anche indipendente nella gestione della tua attività, Francesca cosa pensa di aver portato in azienda con il suo ingresso?
Uno sguardo nuovo e una visione “diversa”, frutto sia degli studi appena conclusi, sia della mia voglia di “fare”.


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