Come i dispositivi di Laserterapia MLS® hanno cambiato la mia attività quotidiana | Video-intervista con il Dr. Juan José Bernal Arreola

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Dottore le farò alcune domande, di grande interesse, affinché possa condividere con noi le sue conoscenze in materia di Laserterapia MLS®, per la quale Lei dispone della nostra attrezzatura che le ha consentito di ottenere ottimi risultati nei suoi pazienti. Vorrei che ci parlasse un po', dal suo punto di vista, della terapia laser MLS®, eseguita quotidianamente all’interno della sua clinica: quali sono le caratteristiche principali, gli eventuali progressi, l’efficacia raggiunta grazie alla nostra attrezzatura?

Vorrei condividere con voi la nostra esperienza nei pazienti post-COVID dato che, per il momento, è uno dei progressi più incredibili che abbiamo avuto nella riabilitazione e nella terapia laser. L'unica attrezzatura robotica ad alta potenza che abbiamo davvero sul mercato è quella di ASA, l’M6 (e l'M8 ndr): abbiamo due di questi dispositivi e abbiamo riabilitato pazienti post-COVID per circa 8 mesi. E’ già stato dimostrato in altri paesi, grazie a varie pubblicazioni, che è in grado di riabilitare realmente il tessuto polmonare portando, quindi, a una riduzione dell'infiammazione del tessuto polmonare e molto probabilmente a un risvolto positivo nella tempesta di citochine nei pazienti che presentano una polmonite atipica post-COVID o, meglio, in un processo di fibrosi polmonare o in ciò che si presume essere una fibrosi polmonare nei pazienti post-COVID. 
La terapia ASA M6 ha veramente rivoluzionato i nostri pazienti. Abbiamo avuto pazienti che hanno presentato dei miglioramenti già tra la seconda e la terza sessione: hanno diminuito la propria frequenza cardiaca e aumentato la capacità di assorbimento dell'ossigeno, fino a diminuire o eliminare completamente l'uso di ossigeno supplementare; per questo motivo, per noi è stata davvero una gran bella sorpresa sapere che questo tipo di apparecchiatura può avere effetti sul tessuto polmonare, aiutandoci in un modo mai sperimentato prima per quanto riguarda la riabilitazione dei pazienti post-COVID. Personalmente, credo che questo sia uno dei progressi più importanti per la terapia laser negli ultimi tempi, oltre a essere l’esperienza più nuova e positiva che io possa condividere con voi per quanto riguarda l’attrezzatura ASA di cui disponiamo qui in clinica.

Come ha appena detto, in clinica disponete di un’apparecchiatura M6, un laser robotizzato. Sapendo che è una delle prime e uniche sul mercato e che ASA dispone di questa particolare apparecchiatura, piacerebbe che condividesse con noi la sua personale esperienza, quando vede i suoi pazienti con questa particolare attrezzatura, vorrei che ci dicesse: cosa pensano loro, quando iniziano e terminano terapia?

Il paziente in riabilitazione non è abituato alle attrezzature ad alta tecnologia. 
E ancor meno a questo tipo di attrezzatura, così sofisticata e testata a livello mondiale. All’inizio, il paziente si impressiona e a volte non capisce come sia possibile che una terapia che prima durava un’ora, un’ora e mezza, possa ora essere somministrata in circa 20 minuti, riuscendo a ottenere risultati migliori rispetto alla terapia tradizionale. Così, per il paziente, a volte un po’ impressionabile, è una grande incognita come un’attrezzatura di questo tipo possa portare a così tanti benefici. A volte, di primo acchito, si ha una sensazione di sorpresa e, una volta che i pazienti iniziano con la terapia, si convincono. Altre volte, durante una terza visita a un secondo appuntamento per un qualsiasi altro motivo dicono: “Dottore, vorrei provare con il laser ad alta potenza M6, dato che la scorsa volta mi ha fatto molto bene”, allora il paziente inizia a richiedere la laserterapia, ovviamente previa consulenza con il medico e previa sua disponibilità a utilizzare questo tipo di attrezzatura. 
E’ molto gratificante vedere come il paziente, quando torna con un’altra patologia, richieda personalmente o desideri il trattamento con un’attrezzatura di alta tecnologia come l’M6, unica sul mercato.

Sta parlando anche dei benefici che l’attrezzatura apporta. Mi piacerebbe anche sapere, e che condividesse con noi, quali sono le tempistiche del trattamento, i risultati, e quanto è stato fatto finora. 

Nessuna attrezzatura è infallibile e nessuna attrezzatura può essere utilizzata in qualsiasi tipo di patologia, ma per alcune patologie specifiche in cui possiamo utilizzare l’M6 e, attualmente, nei pazienti post-COVID, stiamo trattando i pazienti con 20 minuti di terapia laser ad alta potenza e i risultati sono incredibili, veramente eccezionali. Non avremmo mai pensato che una laserterapia potesse portare a vantaggi di questo tipo. Insomma, è chiaro che siamo molto soddisfatti, sbalorditi e veramente contenti dall’esempio che M6 ci ha fornito con i nostri pazienti post-COVID.
Parlando di altri tipi di pazienti, abbiamo un ottimo tasso di successo, oltre l’85%.

Ci sta dicendo che tratta pazienti post-COVID e, ovviamente, a tal proposito il tema del distanziamento sociale è, diciamo, molto importante. Insomma, si deve poter lavorare a distanza in sicurezza. Questo l’ha anche aiutata affinché il suo personale, nonché i suoi pazienti, si sentano tranquilli e al sicuro?

Sì, in effetti in questo momento tutti i pazienti vogliono una terapia che richieda il minimo contatto. 
Grazie all’M6, abbiamo già tutto questo e ce l’avevamo già da prima della pandemia. Un’attrezzatura che bisogna solo programmare, scegliendo le dosi, i tempi, l’area e avviarla: a questo punto, fa tutto il dispositivo. E’ anche molto importante che si possa riprodurre accuratamente ogni trattamento in termini di area, stimolo ed energia fornita: possiamo essere certi che ciascuno dei nostri pazienti riceva esattamente lo stesso trattamento, le stesse dosi nelle stesse tempistiche e nella stessa area e, questo, ci facilita molto il lavoro perché nessun'altra apparecchiatura laser ad alta potenza è in grado di fare tutto questo. Quindi, siamo sicuri che ciascun paziente riceva la dose esatta di energia, nel giusto tempo e nella giusta area, tutte le volte nello stesso punto.
Nell’utilizzare un’attrezzatura manuale, oltre a perdere tempo, molte volte è possibile che non si riproduca sempre lo stesso trattamento. 

Testo a Destra
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ASA Social Distance comic - page 7

I prodotti ASA come M8, M6, Mphi 75.5 e Mphi 5 per Laserterapia MLS® e Easy Qs e PMT Qs per Magnetoterapia, sono dispositivi operatore-indipendente: il fisioterapista deve unicamente settare i parametri e supervisionare l’andamento della seduta che avviene in totale autonomia senza vicinanza o contatto.

Dottore, lei recentemente ha presenziato un webinar che è stato un successo, visto l’alto numero di partecipanti e di domande interessanti ricevute ("La Laserterapia MLS® Robotizada para el manejo y rehabilitación del dolor en pacientes post-COVID: casos clínicos exitosos" - "Laserterapia MLS® robotizzata nella gestione del dolore e riabilitazione in pazienti post-COVID: casi clinici di successo") è stato un seminario davvero di grande successo, soprattutto perché è stato uno dei primi medici ad aver condiviso la sua esperienza, dal momento che questo argomento è una sorta di tabù del quale nessuno vuole parlare. 
Quali sono stati i principali vantaggi della Laserterapia MLS® nel trattamento dei suoi pazienti? I progressi fatti da quest’ultimi sono stati tangibili e rapidi, hanno iniziato a sentirsi meglio in poco tempo? Qual è stata la sua esperienza a tal riguardo?

Permettimi di raccontarti velocemente quello che è successo.
All’interno della nostra clinica abbiamo due M6 da un po’ di tempo e li utilizziamo per fare terapia respiratoria. Si tratta di una pratica che si concentra sui muscoli respiratori che devono essere trattati affinché il paziente possa camminare, muoversi e senta meno dolore.
A questo punto, ci siamo effettivamente resi conto che stavamo facendo le cose in maniera sbagliata, dal momento che in un paziente post-COVID la necessità primaria è eliminare l’infiammazione dal tessuto polmonare. 
È stato allora che abbiamo iniziato a cercare altre attrezzature o altre tipologie di terapie, oltre a farmaci come gli steroidi, capaci di ridurre o eliminare l’infiammazione del tessuto polmonare e capaci di non mettere a rischio il nostro paziente: insomma, cercavamo qualcosa di veramente efficace. Grazie ad alcuni nostri colleghi di Boston e ad altri paesi europei che hanno iniziato a utilizzare la terapia laser, in questo caso ASA, si sono iniziati a vedere i primi risultati positivi, una terapia decisamente sicura, che non metteva in pericolo il paziente. E’ stato allora che abbiamo iniziato a utilizzarla anche sui nostri pazienti post-COVID, pazienti ovviamente non più in grado di trasmettere il virus, ma con grandi limitazioni respiratorie, disturbi di vario genere provocate dal virus stesso, ovvero con polmonite atipica. Sebbene non risultassero più positivi al virus della polmonite atipica, risultava ancora un processo in corso e sospettavamo che fosse un processo di fibrosi polmonare.
A questo punto, abbiamo iniziato a utilizzarla con lo scopo di eliminare l’infiammazione del polmone e, quindi, non più come terapia respiratoria ma come terapia polmonare. Ed è un'apparecchiatura che, sin dalle prime sessioni, ha cominciato a darci risultati molto positivi.
Il paziente ha iniziato ad assorbire più ossigeno, migliorando la propria saturazione e diminuendo giorno dopo giorno la quantità di ossigeno che doveva essere somministrato e la propria frequenza cardiaca. Tra la seconda e la terza seduta possiamo dire di aver ottenuto i primi risultati incredibili, perché fino a quel punto non li avevamo, non eravamo stati in grado di raggiungerli. 
Abbiamo pazienti con alle spalle 3-4 mesi di terapia respiratoria effettuata grazie all’uso di farmaci, negativi da 3-4 mesi negativi o con un’infezione da COVID trasmissibile o, ancora, alle prese con le conseguenze di una polmonite atipica in corso e, in questi casi, la terapia laser è stata impressionante davvero, te lo dico sul serio, impressionante: com’è possibile che un macchinario possa portare a ridurre l’infiammazione polmonare, provocare una tempesta di citochinine e apportare tutti i benefici di cui stiamo parlando? Quindi, per molti è stato sorprendente ed era assolutamente necessario condividere velocemente tutto questo con altri medici. Altri colleghi che potrebbero volere la stessa apparecchiatura per offrire questi stessi risultati ai propri pazienti. 

Visto che EsportMedicine dispone della terapia laser robotica MLS®, Lei ci ha appena detto che si è basato molto sull’esperienza scientifica di ASA e di altri vari colleghi, provenienti sia dagli Stati Uniti sia dalla Repubblica Ceca, dove hanno iniziato a trattare i pazienti COVID e, tutto ciò che, poi, è diventato post-COVID. Alla luce di questa premessa la domanda è: cos’è che l’ha incoraggiata a partire con i trattamenti su pazienti di questo tipo, dato che non tutti decidono di trattarli e di dargli una possibilità? Cosa consiglierebbe ai futuri terapeuti, dal momento che questo è un problema destinato a crescere ed è già visibile in questo periodo e lo sarà ancora di più nel lungo periodo? Mi piacerebbe condividere le sue esperienze o alcuni dei suoi pensieri con l’obiettivo di incoraggiare altri colleghi ad iniziare la riabilitazione di pazienti di questo tipo. Cosa consiglierebbe loro?

In realtà, la risposta è molto semplice. Il mercato offre molte soluzioni in materia di riabilitazione e ci sono varie tipologie di riabilitazione. Purtroppo, però, quasi niente sta funzionando. Questo lo dico perché vedo pazienti con fibrosi polmonare e pazienti che continuano ad avere una polmonite atipica in corso. C’è da dire che non sappiamo il perché, visto che si tratta di una malattia emergente non sappiamo cosa aspettarci. 
Tuttavia, è incredibile vedere come una terapia di questo tipo, una terapia laser, una fototerapia ad alta potenza possa portare questi vantaggi, non è necessario convincere nessuno così come non è necessario presentare 200 casi. 
In altre parole, quando abbiamo provato l’effetto sul mercato, i risultati del trattamento sono stati impressionanti e non siamo noi a dirlo, lo dicono negli Stati Uniti, lo dicono in Europa e lo dicono le pubblicazioni
Tuttavia, non abbiamo scoperto l’acqua calda, sappiamo bene che la terapia ad alta potenza, soprattutto quella attuata con il nostro laser M6, va a colpire la tempesta infiammatoria dei nostri pazienti. A questo punto, è stato sufficiente passare da un ginocchio al tessuto polmonare, regolare i parametri e vedere quali fossero i vantaggi sui pazienti.

Dottore, Lei consiglierebbe la Laserterapia MLS® ai suoi colleghi, presenti e futuri?

Io penso che non si tratti di volerla consigliare. Credo che se si ambisce ad avere i migliori effetti terapeutici e il migliore decorso per i  propri pazienti, non ci siano altre opzioni perché si tratta davvero di un’apparecchiatura unica, che si utilizza tantissimo qui in ospedale ma, adesso con questo grosso problema della pandemia da COVID-19, non esiste altra apparecchiatura, da nessun’altra parte che dia benefici di questo tipo.
Pertanto, ritengo che un medico che voglia dare il massimo ai propri pazienti e che punti al top delle proprie conoscenze e della tecnologia, in generale, non abbia altra scelta e una volta visti i risultati che offre l’apparecchiatura ai propri pazienti, non ci sarà bisogno di aggiungere altro. Non c’è bisogno di convincere nessuno, niente altro oltre ai risultati ottenuti e, di fatto, è l’unica cosa di cui c’è bisogno.

Come definirebbe la Laserterapia MLS® in poche parole?
Sicura. Efficiente e molto soddisfacente.

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