





30 anni in ASA: un traguardo significativo quello raggiunto da Giuseppe Forestan, Responsabile Qualità e Regolatorio dell’azienda che, dopo un diploma da perito tecnico e una laurea in Ingegneria elettronica, ha scelto il settore elettromedicale per costruire il suo percorso professionale. Con buona pace dei sogni di bambino che lo volevano costruttore di “automobili velocissime” o elettrauto. Una passione, quest’ultima, così autentica da convincerlo ad acquistare l’intera collana de “I libri dell’elettrauto” che ancora custodisce nella libreria di casa, accanto ai testi di Hermann Hesse e Walt Whitman.
“Prima di scegliere di iscrivermi alla facoltà di Ingegneria a Padova, a 18 anni, ho tentato di accedere all’Accademia Aeronautica. L’obiettivo era quello di poter essere selezionato per uno dei 15 posti a disposizione per studiare Ingegneria. Pur avendo passato i test iniziali, ahimè non ho bissato il successo nei successivi, piazzandomi oltre i primi 20. Ho dunque optato per l’ateneo patavino”.
L’approdo in ASA è stato invece casuale, frutto di una serie di lettere motivazionali e curricula spediti post laurea a diverse aziende locali dove le sue competenze potevano essere utili.
“ASA è stata tra le prime a darmi riscontro e, dopo il classico colloquio iniziale, qui mi sono fermato. L’azienda degli esordi era profondamente diversa dalla attuale: oggi si direbbe che era una “start up” quando io iniziai, in cui i dipendenti erano chiamati ad essere molto trasversali nelle loro attività”.
Una trasversalità che, nel caso di Forestan, si è codificata nel ricoprire due funzioni baricentriche.

“In 30 anni ho ricoperto due ruoli, diversi ma connessi tra loro: Responsabile Tecnico per i primi 15 anni e oggi Responsabile Qualità e Regolatorio. Impossibile dire quale dei due risponda maggiormente alla mia indole, perché per ciascuno ho avuto, e ho tutt’ora, un interesse concreto che mi ha portato a voler approfondire alcune tematiche sia per interesse personale che per necessità professionale. Sicuramente, però, l’ideazione di apparecchiature ha stimolato il mio lato più creativo”.
Creatività che ha ceduto il passo a razionalità, rigore e concretezza nel ruolo che attualmente Forestan ricopre e che lo ha portato ad essere tra gli artefici dell’ottenimento della certificazione EU MDR. Un attestato che, come racconta,
“per un’azienda come la nostra è imprescindibile. Per poter vendere dispositivi medici in Europa è indispensabile che un ente terzo avvalori le loro caratteristiche, soprattutto in termini di sicurezza, funzionalità e performance. La certificazione EU MDR consiste proprio in questo e, rispetto alla direttiva precedente, rappresenta un radicale cambiamento. I parametri su cui si basa sono infatti molto più stringenti ed anche la gestione che richiede è più strutturata”.
L’impatto delle attività per ottenerla è stato però per ASA
“molto meno travolgente di quanto accaduto in altre realtà. Su molte delle azioni che ci sono state richieste, l’azienda era infatti da tempo già allineata. Quelle rimanenti erano invece già nei radar e si è trattato di accelerare i tempi. Il lavoro di gruppo è stato determinante per riuscire a traguardare anche questo risultato”.

Risultato che, raggiunto ufficialmente nella primavera 2023, non è stato esente da alcune criticità.
“Uno scoglio non secondario è stato rappresentato dalla difficoltà concreta di trovare ricerche che avessero rigorosità scientifica e riguardassero dispositivi come quelli prodotti dall’azienda. La validazione clinica e le evidenze effettive della loro efficacia erano infatti alcuni dei punti per ottenere l’MDR. Nonostante la complessità della richiesta siamo riusciti a fornire materiale adeguato nei tempi e modi definiti”.
Una soddisfazione per ASA e per lo stesso Forestan che ha inanellato altri motivi d’orgoglio nella sua storia professionale.
“Sicuramente vedere che alcuni dispositivi ideati, così come strutture e metodi di lavoro introdotti nel passato, sono ancora presenti come best practices, mi rende molto orgoglioso. Così come il brevetto MLS®, per il quale abbiamo molto lavorato: un impegno che è stato compensato dai risultati ottenuti che hanno contribuito sensibilmente allo sviluppo dell’azienda”.
La carriera di lungo corso non blocca però il desiderio di nuove progettualità che siano ulteriori canali di crescita per ASA.
“Sicuramente non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla rivoluzione introdotta dall’intelligenza artificiale. Si tratta ora di capire non solo come e se applicarla per rendere più performanti i nostri dispositivi, ma anche se possa contribuire a dare un ulteriore plus alle nostre Soluzioni Terapeutiche”.






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