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Grazie al contributo di ASA, si è conclusa qualche mese
fa l'indagine demoscopica svolta da Astra Ricerche a cura
del noto sociologo Enrico Finzi, su un campione
rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 79 anni.
Un'indagine voluta per verificare il rapporto tra la
popolazione e il dolore, non terminale, in tutti i suoi
molteplici risvolti: qualità della vita, infermità motoria,
disturbi dell'umore, attività sessuale, inabilità lavorativa,...
I dati sono decisamente impressionanti. I DATI PRINCIPALI
il 52% degli adulti ha o ha avuto esperienza di dolori
muscolari e ossei: per l’esattezza 19.7 milioni (il 44% degli
italiani ultra17enni), dolori ai muscoli e ai tendini derivanti
da sforzi, strappi (compreso il ‘colpo della strega’), esercizi
fisici o sportivi, contusioni, traumi, artriti, artrosi; e inoltre
13.0 milioni (il 29% degli adulti), altri tipi di dolori connessi
a problemi alle articolazioni e alle ossa come reumatismi,
osteoporosi e fratture (quali conseguenze di traumi,
invecchiamento, ecc.). Nell’insieme, si tratta di un esercito
di 23.3 milioni su 44.7, in pratica, 1 su 2: specie donne,
ultra44enni (il picco è nella Terza Età dai 65 anni in su:
qui si raggiunge il 66%), residenti nei comuni con più
di 30mila abitanti, soggetti con basso titolo di studio
e medio-bassi e bassi redditi e consumi, pensionati
e casalinghe, non accedenti a Internet. |
SCALA DEL DOLORE
Sia chiaro: non sempre questi dolori sono drammatici.
Anzi, in poco più di un quinto dei casi essi risultano modesti
e assolutamente sopportabili (22% di voti 1-5 nella scala
del dolore) e per il 30% significativi ma non forti (voti 6 e 7).
Ma per il 47% dei sofferenti essi sono stati in passato o sono
oggi intensissimi (voti da 8 a 10): qui con accentuazioni tra
gli uomini, coloro che hanno meno di 45 anni, i diplomati
e i laureati, gli internauti (tutta gente che ne soffre meno
in generale ma che, se li ha, li avverte acutissimi).
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