XXI Congresso AIMAS
16 Giugno 2008
La Dr. Monica Monici presenta al XXI Congresso dell’Associazione Italiana di Medicina Aeronautica e Spaziale (AIMAS) una comunicazione dal titolo “Recupero morfo-funzionale dei tessuti in microgravità”, in cui parlerà anche delle possibili applicazioni del laser Nd:YAG pulsato (HILT) nella riparazione delle lesioni e dei danni a livello dei tessuti. Verranno presentati i risultati di alcuni studi che si stanno attualmente svolgendo in ASAcampus, riguardanti l’effetto del laser Nd:YAG pulsato (HILT) sulle cellule endoteliali e dei tessuti connettivi. Il congresso si svolgerà a Roma dal 16 al 18 giugno.
Di seguito è riportato il comunicato stampa tenutosi per il 70° del Corpo Sanitario dell'Aeronautica, nella quale si parla anche delle comunicazioni che la Dr. Monici ha presentato al Congresso AIMAS.

COMUNICATO STAMPA
"AERONAUTICA: LA MEDICINA DELLE 'NUVOLE' COMPIE 70 ANNI (ANSA) - ROMA, 16 GIU"
Ricerca, alta tecnologia e
solidarieta': ecco le parole che racchiudono il senso dei 70
anni di vita del Corpo sanitario aeronautico, celebrati oggi in
una cerimonia all'Universita' La Sapienza di Roma.
Un anniversario importante, questo, per un corpo fatto di
medici con la 'mente fra le nuvole', per garantire la salute dei
piloti, che restano pero' con 'i piedi ben piantati a terra' per
aiutare la popolazione civile.
Proprio gli studi sul volo aerospaziale di questi sette
decenni, come ha ricordato il Generale ispettore capo Manlio
Carboni, hanno avuto importanti ricadute sulla medicina di
ambito civile, perche' ''le missioni aerospaziali per la salute
hanno la stessa utilita' che la Formula 1 ha per le automobili
di serie''. E' infatti il continuo ''confronto con condizioni
ambientali estremamente sfavorevoli - ha aggiunto Carboni - che
ci ha fatto capire l'importanza della medicina preventiva e
della riduzione del rischio''. Ma queste ricerche, oltre a
sondare i limiti dell'organismo umano, hanno permesso anche di
migliorare gli standard di sicurezza del volo. ''La nuova sfida
per il futuro in questo settore - ha sottolineato l'astronauta
Roberto Vittori, colonello dell'Aeronautica militare e membro
del corpo astronauti dell'Agenzia spaziale europea - sara'
quella di studiare gli effetti sull'uomo del volo nella fascia
aerospaziale, compresa tra i 17 e i 100-120 chilometri di
altitudine. Questo permettera' di garantire la sicurezza dei
voli di futura generazione, che utilizzeranno veicoli capaci di
volare piu' in alto rispetto agli attuali e a una velocita'
anche cinque volte superiore''.
Ma il Corpo sanitario dell'aeronautica, ha ricordato Carboni,
''e' vicino al cuore della gente anche grazie alle sue missioni
umanitarie''. Ne e' un esempio il progetto 'Ridare la luce',
condotto in collaborazione con l'ospedale Fatebenefratelli di
Roma, che da cinque anni vede i volontari del Corpo impegnati in
numerose missioni nell'Africa centrale per combattere la cecita'
causata da malattie non curate come la cataratta. (ANSA).
SPAZIO: NUOVO KIT PRONTO SOCCORSO PER MISSIONI LUNA E MARTE(NOTIZIARIO SCIENZA
E TECNICA) (ANSA) - ROMA, 18 GIU
Arriva il nuovo kit di pronto
soccorso per i futuri colonizzatori dello spazio. Con l'aumento
della durata delle missioni, infatti, cambia la filosofia della
cura medica a bordo delle navicelle spaziali.
Chirurgia robotizzata a distanza e laser coagulanti sono solo
alcuni degli strumenti della cui efficacia si e' discusso a
Roma, nel congresso nazionale dell'Associazione italiana di
medicina aeronautica e spaziale (Aimas).
''Nei prossimi anni - spiega Desiree' Pantalone, ricercatrice
del dipartimento area critica medico-chirurgica dell'universita'
di Firenze - le missioni nello spazio diventeranno sempre piu'
lunghe, e si spingeranno sempre piu' lontano dalla Terra.
Dovremo quindi affrontare emergenze sanitarie del personale di
bordo che non si verificano nelle missioni piu' brevi, come
traumi, lesioni importanti o patologie acute che richiedono veri
interventi chirurgici''.
''Senza contare - sottolinea Monica
Monici, responsabile del laboratorio Asacampus all'Universita'
di Firenze - che in assenza di gravita' i processi di
riparazione dei tessuti sono alterati''.
Per facilitare la cicatrizzazione delle ferite, spiega
Monici, la soluzione potrebbe stare nell'uso combinato di un
plasma arricchito con piastrine e fattori di crescita e di un
laser pulsato che velocizza la riparazione, gia' in
sperimentazione all'universita' fiorentina. ''Per gli interventi
chirurgici invece - aggiunge Pantalone - la situazione e' piu'
complessa. La soluzione migliore sarebbe quella di eseguire
operazioni a bordo grazie a personale anche non chirurgico ma
addestrato ad hoc. L'opzione della chirurgia robotica a distanza
pare invece piu' difficile - conclude - perche' lontano dalla
Terra non sono possibili comunicazioni in tempo reale tra il
chirurgo che dirige l'operazione e il robot sulla navicella che
la esegue''.(ANSA).






