Periartrite scapolo omerale - Tendinopatia cuffia rotatori

L’estrema ampiezza di movimenti che il braccio può compiere dipende dalle caratteristiche “costruttive” dell’articolazione. Un ruolo fondamentale è svolto in particolare da 4 muscoli e dai rispettivi tendini che avvolgono la testa dell’omero, l’osso del braccio che si articola alla spalla, e che costituiscono la cosiddetta cuffia dei rotatori.

La testa dell’omero infatti è quasi solo appoggiata alla cavità articolare della spalla (la cavità glenoidea),  mentre la capsula che contiene l’articolazione è lassa: ciò significa che il compito di mantenere l’omero nella posizione corretta e di dare stabilità all’articolazione è svolto soprattutto dalla cuffia dei rotatori.

Si tratta però di una struttura che può danneggiarsi con relativa facilità: in seguito a traumi acuti, per esempio cadute, e più spesso a causa di sollecitazioni croniche ripetute.

Il principale sintomo di una tendinopatia della cuffia dei rotatori è senza dubbio il dolore che in genere compare nell’esecuzione di alcuni movimenti come sollevare il braccio o portarlo dietro la schiena. Ciò comporta una diminuzione dell’ampiezza dei movimenti che possono essere effettuati dalla spalla; vi è la tendenza a usarla il meno possibile, col risultato di trovarsi una spalla sempre più bloccata fino ad arrivare alla cosiddetta “spalla congelata”, condizione in cui il movimento diventa quasi impossibile. Alcuni movimenti sono tipicamente causa di dolore: chi soffre di periartrite scapolo-omerale prova una fitta quando deve pettinarsi piuttosto che infilare la manica di una giacca o sollevare un peso.

Anche di notte il dolore si fa spesso sentire e può per esempio impedire di dormire appoggiati sulla spalla malata. Nei casi più gravi il dolore può essere presente anche di giorno. Spesso tende a irradiarsi verso la parte esterna del braccio in un punto all’incirca a metà strada fra la spalla e il gomito.

 

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