HILT Therapy nel trattamento dell’artrosi
Indagine sperimentale su modello animale
Damiano Fortuna Dipartimento Cardio Toracico Università degli Studi di Pisa Giacomo Rossi Dipartimento Scienze Veterinarie Università degli Studi di Camerino Alessandro Zati Istituti Ortopedici Rizzoli, Bologna Daniela Giannessi Istituto Fiosiologia Clinica del CNR, Pisa Silvia del Ry Istituto Fiosiologia Clinica del CNR, Pisa Cesare Paolini DEKA - MELA S.r.l., Calenzano (FI) Mauro Piana Centro Ortopedico Vinovo, Torino Paolo Mondardini Istituto di Medicina dello Sport, Bologna Leonardo Masotti Dipartimento Elettronica e Telecomunicazioni Università degli Studi di Firenze
L’artrosi è una malattia ad alto impatto sociale: ne soffre il 30-35% della popolazione ed i costi per il Sistema Sanitario Nazionale sono elevatissimi. Da alcuni anni la HILTsi sta affermando con ottimi risultati nella traumatologia sportiva e nella terapia del dolore, per questo motivo abbiamo inteso valutare la possibilità di trasferire tale metodica anche alla cura delle affezioni artrosiche. Con questo fine, in questo lavoro, si è valutata la sicurezza del laser di potenza, a varie intensità di potenza (10, 30, 50 e 80 W/cm2), nei confronti delle strutture super.ciali e profonde. Si sono poi verificati “in vivo” gli effetti antalgico, antinfiammatorio e citoproliferativo di tre diversi tipi di Laser: CO2, Diodo, Nd:YAG Come modello sperimentale si è utilizzato il pollo di razza pesante, in cui l’artrosi cronica degenerativa è stata indotta tramite inoculazione intrarticolare di Adjuvante Completo di Freund (ACF) + formaldeide al 10%. Da questo studio è emerso che la HILT, alle dosi opportune, è sicura nel trattamento delle patologie articolari, non inducendo lesioni a strutture superficiali e profonde. I risultati dimostrano che, in seguito al trattamento, si è ottenuto con tutti e tre i tipi di laser un effetto antinfiammatorio. Per quanto riguarda l’effetto rigenerativo a carico della cartilagine articolare, abbiamo osservato effetti diversi: quello con il Laser CO2 non è significativo; il diodo si è dimostrato più efficace, ma ha dato luogo alla formazione di fibrocartilagine; il Nd:YAG è stato di gran lunga il più efficace nel promuovere neocondrogenesi. L’effetto è risultato strettamente correlato alla dose erogata: a basse intensità di potenza si ha solo un effetto antinfiammatorio, mentre a più alte intensità (30 e soprattutto 50 W/ cm2), oltre all’effetto antinfiammatorio, si ha l’effetto neocondrogenico e iperplastico sinoviale, mentre a 80W/cm2 si è osservata una regressione del tessuto. |