High Intensity Laser Therapy (HILT):
Stato dell’arte nella traumatologia sportiva e nella terapia del dolore
Paolo Mondardini Responsabile Dipartimento di Terapia Fisica Strumentale Riabilitazione e Cinesiologia CONI-FMSI Istituto di Medicina dello Sport Bologna Facoltà di Scienze Motorie Università degli Studi di Bologna Docente del corso di Terapia Fisica e Riabilitazione Scuola di Specializzazione In Medicina Dello Sport, Università di Bologna
La patologia muscolo-tendinea ed articolare minore è assai frequente nella pratica di molte discipline sportive: essa, potendo risultare invalidante anche a distanza di tempo, richiede una diagnosi tempestiva e corretta ed un altrettanto efficace intervento terapeutico. I notevoli interessi che si sono riversati negli ultimi anni sulle diverse discipline sportive hanno spinto gli operatori sanitari del settore ad utilizzare nuove modalità terapeutiche che fossero in grado di accelerare il processo di guarigione delle diverse patologie con conseguente riduzione del tempo di recupero dell’atleta alla attività sportiva. In questa ottica si inserisce il lavoro di sperimentazione sul Laser svolto presso l’Istituto di Medicina dello Sport CONI FMSI di Bologna. Nel trattamento delle diverse patologie dell’apparato locomotore vengono impiegati più tipi di Laser definiti in base al mezzo attivo, alla lunghezza d’onda e alla potenza di emissione (soft-Laser, mid-Laser e power-Laser). Esistono in letteratura molti lavori sugli effetti dei soft e mid-Laser e i risultati di questi studi sono molto discordanti. Recentemente sono entrati nell’uso comune anche i Laser ad alta potenza come il Laser a CO2 e il Laser Nd:YAG. Questo studio offre una panoramica rappresentativa di diversi quadri clinici e anatomo patologici (405 CASI di età compresa fra 11 e 73 anni (media 37,5). I pazienti sono stati trattati con Laser Nd: YAG, con lunghezza d’onda di 1064 nm, potenza di picco di 750 W. Il protocollo standardizzato in relazione al tipo, intensità ed estensione del processo patologico in atto, prevedeva sedute giornaliere (in media 10); le densità di potenza somministrate variavano fra 8,7 e i 9,5 W/cm2 per 7 sec. per l’applicazione puntiforme e fra i 13,7 e 15,8 W/cm2 per 40/60 sec per l’applicazione in scanner manuale, adattando le quantità di energia somministrata in base alle caratteristiche somatiche del soggetto in relazione alla zona di irradiazione. In base alle valutazioni cliniche, i casi sono stati raggruppati in base all’esito della terapia con i seguenti criteri: - OTTIMO (72,6% dei casi), con scomparsa della sintomatologia dolorosa e degli eventuali deficit funzionali e/o di articolarità e rapida ripresa della attività; - DISCRETO (14,8% dei casi), con regressione discreta della sintomatologia e riduzione e\o scomparsa dei deficit e ripresa dell’attività; - NEGATIVO (12,6% dei casi), con scarsa o nessuna variazione della sintomatologia dopo il trattamento. Con il trattamento con HILT, non solo e migliorato il quadro clinico-sintomatologico ma anche quello anatomo-patologico, come è emerso dalla valutazione RMN e/o RX ed ecografica. |